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Pietrisco di granito: frazioni, forma dei granuli, resistenza e classi

Il pietrisco di granito è un materiale sfuso da costruzione ottenuto dalla frantumazione di rocce dure e dalla successiva vagliatura in frazioni. Viene usato nelle miscele di calcestruzzo, nella costruzione stradale, nelle fondazioni, negli strati drenanti, nei prodotti in cemento armato e nei lavori paesaggistici.

La qualità del pietrisco di granito non dipende solo dalla dimensione dei granuli. Nella scelta del materiale si considerano frazione, forma dei granuli, marca di resistenza, resistenza al gelo, assorbimento d’acqua, contenuto di particelle polverose e argillose e classe radiologica. Questi indicatori sono di solito riportati nel certificato o nel passaporto di qualità del lotto.

Categorie del pietrisco

Il pietrisco di granito è apprezzato per l’elevata resistenza, la resistenza all’usura e la buona resistenza al gelo. Grazie a queste proprietà è adatto a strutture caricate e basi stradali. Tuttavia, l’ambito d’impiego concreto dipende dalle caratteristiche del lotto specifico.

Per calcestruzzo e lavori stradali sono di solito importanti una composizione granulometrica stabile, un basso contenuto di granuli piatti e allungati e una marca di resistenza sufficiente. Per il drenaggio contano maggiormente la dimensione della frazione e la capacità dello strato di far passare l’acqua. Per i lavori decorativi si valutano anche colore, pulizia e aspetto dei granuli.

Frazioni del pietrisco

La frazione del pietrisco è un intervallo di dimensioni dei granuli, per esempio 5-10 mm, 5-20 mm, 20-40 mm o 40-70 mm. Le frazioni più piccole riempiono meglio i vuoti; quelle più grandi vengono usate più spesso in basi, sottofondi e opere massicce.

La frazione 5-20 mm è spesso usata nelle miscele di calcestruzzo e nei prodotti in cemento armato. Le frazioni 20-40 mm e 40-70 mm si usano per basi stradali, drenaggi, sottofondi e grandi lavori edili. Il materiale fine ottenuto dalla frantumazione può essere usato in miscele, sottofondi e sistemazioni esterne se le sue proprietà sono adatte al compito.

Nella pratica si trovano anche frazioni come 5-10 mm, 10-20 mm, 20-65 mm, 25-60 mm e fini tipo 0-5 mm. Le denominazioni possono cambiare leggermente da un fornitore all’altro, quindi nell’ordine è meglio indicare non solo il nome della frazione, ma anche la granulometria richiesta secondo i documenti del lotto.

Forma dei granuli e contenuto lamellare

Il contenuto lamellare indica la quota di granuli piatti e allungati nel pietrisco. Quanto più bassa è questa quota, tanto più la forma del materiale si avvicina a quella cubica, migliore è la compattazione e più affidabile è il comportamento in calcestruzzo o nelle basi stradali.

In base a questo indicatore il pietrisco viene solitamente diviso in gruppi. Il pietrisco cubico ha il contenuto minimo di granuli piatti e allungati. Il pietrisco migliorato e quello ordinario ne contengono di più, quindi possono compattarsi peggio e richiedono una selezione più attenta per lavori impegnativi.

Nella pratica normativa questi gruppi sono spesso definiti in base alla quota di granuli piatti e allungati: fino al 10 %, 10-15 %, 15-25 %, 25-35 % e 35-50 %. Per calcestruzzo e pavimentazioni stradali si preferisce di solito un materiale con contenuto lamellare minore, mentre i sottofondi meno critici possono ammettere requisiti più morbidi.

Marche del pietrisco

La marca di resistenza mostra quanto il materiale resiste alla frantumazione sotto carico. In edilizia si incontrano marche da valori bassi fino a varianti ad alta resistenza come M1000, M1200 e superiori. Quanto più alta è la marca, tanto più caricate possono essere le strutture e gli strati stradali realizzati con quel pietrisco.

Per lavori paesaggistici e poco caricati i requisiti sono di solito più bassi. Per calcestruzzo, pavimentazioni stradali, ponti e grandi strutture in cemento armato si sceglie materiale con resistenza più elevata e valori confermati nei documenti del lotto.

Classi del pietrisco

La resistenza al gelo indica quanti cicli di congelamento e disgelo il materiale può sopportare senza una perdita significativa delle proprietà. Per strutture esterne, strade e piazzali questo indicatore è particolarmente importante.

L’assorbimento d’acqua influisce sul comportamento del pietrisco in ambiente umido e durante il gelo. Quanto meno acqua assorbe il materiale, tanto più stabile rimane negli strati di base e nelle miscele di calcestruzzo.

La classe radiologica è importante quando si sceglie pietrisco per edilizia residenziale e pubblica. Per questi lavori si usa materiale che, secondo le prove di laboratorio, è ammesso per il relativo campo di applicazione.

Come scegliere il pietrisco di granito

Prima dell’acquisto bisogna definire l’uso del materiale: calcestruzzo, fondazione, strada, drenaggio, sottofondo o decorazione. Poi si scelgono la frazione e si controllano marca di resistenza, forma dei granuli, resistenza al gelo e documenti di qualità.

Se il pietrisco serve per lavori importanti, non conviene basarsi solo sul prezzo e sul nome della frazione. È meglio chiarire in anticipo le caratteristiche del lotto, i certificati e la conformità ai requisiti del progetto. Così è più semplice scegliere un pietrisco di granito adatto alla specifica attività e senza problemi durante l’uso.

Domande frequenti

Quale frazione di pietrisco di granito scegliere per il calcestruzzo?

Per molte miscele di calcestruzzo si usa spesso la frazione 5-20 mm, ma la scelta finale dipende da struttura, resistenza richiesta, armatura e ricetta del calcestruzzo. Per lavori importanti, frazione e caratteristiche vanno scelte secondo il progetto.

Perche conta la forma dei granuli nel pietrisco?

La forma indica la quota di granuli piatti e allungati. Quanto piu bassa e questa quota, tanto meglio il pietrisco si compatta e lavora in modo stabile nel calcestruzzo o negli strati stradali.

Quali documenti controllare quando si acquista pietrisco?

Per lavori edili e utile controllare il certificato o passaporto di qualita del lotto: frazione, classe di resistenza, resistenza al gelo, forma dei granuli, contenuto di polveri e argille e, se necessario, classe radiologica.